Un giallo velato di pietà leopardiana
Con Le parole la notte, la scrittura di Biamonti
esce da un suo splendore fermo e astratto e si mette a repentaglio nel male, nel mondo, nel mistero dellapparenza: procede
incespicando, quasi che, di fronte alla "vampa diafana" del cielo, il dire stesso fosse una trappola o un ultimo azzardo
prima di un universale silenzio. Come nellAngelo di Avrigue (il primo romanzo del 1983), anche qui lintreccio è
nello stesso tempo drammatico ed evasivo: una "doppia indagine", sul ferimento del protagonista Leonardo e sul rapimento
di una ragazza curda al confine tra Italia e Francia.
Il giallista Biamonti è una specie di
Georges Simenon distratto, che solo al principio e alla fine si ricorda di un filo che non dipana mai nel corso del libro. Più
dellintreccio contano il cielo "velato di carminio", le stelle "infisse senza alone" in un coperchio
di bronzo, laria "melodiosa", gli "ulivi incielati", e poi il tordo infrascato nei cespugli, i tassi
"creature fraterne e invisibili", lassiolo malinconico. Proprio a partire dalla tradizione ligure (per esempio
Pianissimo di Camillo Sbarbaro e Mediterraneo di Eugenio Montale) per Biamonti la natura è una specie di orizzonte assoluto,
più forte di ogni discorso o punto di vista sulla natura e più drammaticamente espressivo di ogni altro personaggio:
anche nel pieno dellazione, il protagonista di questo romanzo è fuori di sé, proteso poeticamente, ma necessariamente,
al di là della stessa vicenda.
Circondato dal dolore dei suoi simili - Curdi
che muoiono, vecchi affranti, piccole prostitute slave - in un antifrastico teatro di bellezze, fra tutti i sentimenti possibili
sceglie una pietà non cristiana ma leopardiana, razionalistica: la vita che ha perduto ("Un po a caso"),
gli anni irrintracciabili e corti come giorni si rienucleano, improvvisamente, in una sola parola sommessa: "Ovunque tu sia,
qualcosa ti lenisca". E con tutta la sua discrezione e il suo novecentismo, Le parole la notte è uno dei libri più
nuovi e perfetti di questi anni.
Giorgio Ficara
06.02.'98
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