Se il mondo risorge
Nel silenzio le cose si rigenerano, si mostrano
stranite e foreste, rivelano il loro lato eterno. Silenzi dolcissimi degli uliveti, del cielo che tocca le rocce, silenzi metafisici
del mare; del cielo stellato, dellinteriorità dellamicizia e dellamore, della speranza e della nostalgia.
Sono cose che non finiranno mai e che anzi diverranno fondamentali. Sono state minacciate dalleccesso di ideologie, oscurate
e svilite, ma, con la caduta dello storicismo, torneranno a campeggiare.
Ci sarà un ritorno alle cose stesse? Sì, perché è destino umano abitare un mondo, anche se è
destino umano sognarne un altro. Gli scrittori più affascinati dalla storia e dal fare (Malraux, Saint-Exupery) hanno instaurato
nel cuore dellazione listante della contemplazione per dare un senso, una forma al contenuto del loro vivere. Hanno
in qualche modo sabotato la loro stessa azione.
Una ricerca di valori in un mondo degradato? Che cosa regge in questo secolo che muore? Secolo greve di tirannidi, di sterminii,
di ricostituzioni di orde barbariche, di fanatismi, con poche voci sovrastoriche, e inascoltate.
Direi che non regge niente, e per questo si va al fondamentale: mare, cielo, antichità della pietà, antichità
della grazia. Il resto sembra un mondo perduto, abbandonato a polverosi fantasmi macchiati di sangue.
Ma qualche sogno sprigiona uno spoglio oggetto di Morandi, un roccia di Cézanne che il cielo frange. Il mondo in qualche
modo risorge. Può essere, sfrondate le ideologie, lalba del millennio?
La Stampa, Dicembre 2000
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