Ti sei sparìu
In quel non esser lì che da sempre ti abitava; nel chiarore dello sguardo
intriso dinnocenza implacabile come lo è la verità; nella
pietà silente del sorriso
ti sei sparìu.
Toccava a noi, allora essere belli, e forti, ma non avevi la trionfante arroganza
della gioventù. Portavi sempre un libro sotto il braccio. Ti ridevano
alle spalle: Il Poeta! Girasti langolo, rimase il libro
ti sei sparìu.
Oltre gli ulivi, verso la roccia, tra i cespugli strattonati dal vento, il poeta
vide un gabbiano morto, e si tolse il cappello
ti sei sparìu.
Non stavi sulla luna, rinnegando il mondo, ma nellumile luogo dove sei
venuto alla luce, tra la tua gente, i loro problemi; volevi giustizia, per tutti
gli uomini, per tutte le terre, sognando sì, ma col sorriso dellangelo
portato in processione e che ogni anno sbatte la testa sotto la volta dei carruggi
ti sei sparìu.
Trascinato sui palchi, santo laico con berretto e pastrano da marinaio, in mezzo
alla loquace mondanità piena di sé, ti rintanavi nel silenzio
ma si vedeva solo te
ti sei sparìu.
Ormai ti muovi tra le righe, ormai aleggi tra le pagine e lalito delle
ragazze che fan rinascere il tuo pensare; tra le mani raggrinzite dei vecchi
che accarezzano i ricordi come la testa dei bambini, eri sparito
ti
sei turnau.
Luigi Bonalumi
da
LA
GAZZETTA DI SAN BIAGIO
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